Renzi e Berlusconi: prove tecniche di legge elettorale

Il Partito Democratico e la storia politica che rappresenta è vissuto per vent’anni sull’antiberlusconismo. Ora è arrivato Renzi, si è sdoganato dal passato e nonostante le scomuniche di Fassina e altri colonnelli, (anche Bersani se pur in toni soft ha criticato la scelta) ha incontrato direttamente Silvio Berlusconi per discutere di legge lettorale.

Al di là delle questioni ideologiche, la decisione ha mandato in fibrillazione l’intero mondo politico perchè il timore era che i due potessero stabilire le regole e rendere la vita molto difficile ai partiti minori.

La soluzione condivisa tra il leader del Pd e di Forza Italia pare essere quella di un sistema alla spagnola modificato.

Si tratta di un proporzionale con collegi da 4/6 candidati e non i 30 che prevedeva il Porcellum. Con soglia di sbarramento al 5% se la lista corre in coalizione o all’8% se la lista corre sola. Il premio di maggioranza del 20% dei seggi è previsto se una coalizione raggiunge almeno il 35% dei consensi.

Ovviamente verrà abolito il Senato. O meglio diventerà una Camera composta da rappresentanti delle istituzioni e degli enti locali e non più elettiva quindi.

Si discute molto anche della preferenza, a favore della quale Renzi si era più volte apertamente schierato e ora invece molto in dubbio. Nel resto d’Europa sono pochi i Parlamenti eletti con il sistema delle preferenze.

La strada è ancora lunga, ma il primo passo intanto è stato fatto. E io di questo sono contento.

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