Con Renzi nella Terza Repubblica?

All’indomani del risultato delle Primarie del Pd che hanno visto la vittoria annunciata, con il grande risultato del quasi il 70% dei consensi, di Matteo Renzi, molti giovani commentatori e amanti della politica sui vari social network hanno scritto che era l’inizio della Terza Republica.

Personalmente penso che la Seconda Repubblica si sia chiusa con il successo del M5s e probabilmente la vittoria di Renzi, che nella sostanza rottama un’intera classe dirigente e diventa il leader di uno dei più grandi partiti italiani a meno di 40 anni, credo rappresenti effettivamente l’inizio della Terza Repubblica.

Nella giornata di sabato la Lega Nord ha eletto segretario Matteo Salvini, altro giovane che con un risultato che non lascia dubbi su come la pensi il popolo leghista, scalza il vecchio leader Umberto Bossi.

Nel centrodestra la ricostruzione del modello politico dei moderati ha indubbiamente un percorso complesso, specialmente con la scissione di Alfano. Ma anche in quest’area politica le redini dovranno essere tenute da qualcuno che per età anagrafica e capacità rappresenti dall’altra parte dello schieromento quello che Renzi rappresenta nel Pd. Anche se il sindaco di Firenze, per metodi, comunicazione e passione (che ricordano un po’ Berlusconi) è molto apprezzato anche nell’elettorato di centro destra. 

Ma la vera novità è rappresentata dal fatto che ora è possibile cambiare classe dirigente, non solo i leaders, ma i quadri dirigenti di partito che per anni hanno segnato scelte importanti, benedetto alleanze e, con questa legge elettorale, deciso chi mandare in Parlamento.

Oggi la politica ha la possibilità di cambiare le carte in tavola, aprire al nuovo, liberarsi da un passato difficile, ma soprattutto scegliere chi mandare avanti, non sulla base di chi rappresenta, di chi è figlio, di chi sono i suoi sostenitori, ma di ciò che è capace di fare e dell’entusiasmo che porta.

Se la politica saprà compiere questo importante passo ci ritrovere a buon diritto nella Terza Repubblica, con un orizzonte di crescita e sviluppo. Altrimenti resteremo ancorati alle logiche del passato senza crescere, disilludendo i giovani e allontanando sempre più le persone dalla Politica.

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