E’ finita la Grillo simpaty?

La voce a Parma è ricorrente, qualcuno la definisce un’indiscrezione certa: “il sindaco Pizzarotti è molto distante da Grillo e sta valutando orizzonti alternativi in particolare con qualche ministro del Pd”.

Addirittura si ipotizza un ruolo operativo del primo cittadino a livello romano. Ma su facebook è lo stesso sindaco a smentire ogni voce.

Sarà, però indubbiamente il pedigree a 5 stelle all’ombra del Battistero non è più quelo di stampo prettamente grillina. Secondo Grillo infatti prima di accendere l’inceneritore si doveva passare sul cadavere del sindaco. Morale: l’inceneritore funziona e il sindaco sta benissimo dove sta. La semplificazione doveva stare al centro dell’operato politico e invece viene reitrodotta la figura del direttore generale del comune. Non vi dovevano essere doppi incarichi e invece si mantengono presidenti di società con doppi incarichi pubblici mentre il personale dipendente va in cassa integrazione.

Sulla politica nazionale Grillo è durissimo e invece il primo cittadino di Parma ritiene che non si debba tornare alle urne.

Insomma il grillismo in salsa parmigiana si discosta e non poco da quello professato dal comico genovese.

Non che la situazione vada meglio però, qui aumentano i costi e diminuiscono i servizi. Chiedere alle famiglie con i bimbi alle scuole dell’infanzia per conferma. Quelli ovviamente che sono entrati perchè le liste di attesa sono lunghissime.

Però l’attenzione al sociale è alta infatti vengono erogati diversi fondi per le abitazioni dei nomadi, tuttavia è stato tagliato il “quoziente Parma”.

A questi ed altri temi il corriere.it dedica un servizio di cui inseriamo il link

http://www.corriere.it/politica/13_settembre_16/pizzarotti-intervista-grillo-inceneritore_6ef775ea-1e3b-11e3-a7f1-b3455c27218c.shtml

Il problema vero però, che la sintonia con Grillo sia ancora quella del giorno dopo le elezioni o meno, è che la città soffre e l’amministrazione per quanto di sua competenza pare non trovare la via del rilacio. Degrado pubblico, poche opportunità, mancanza di idee, costi che aumentano, servizi che calano, mancanza di programmazione su questioni importanti, vedi fiere e aeroporto, sono i sintomi di un malessere che sta portando ogni giorno che passa la città verso il declino.

Casini lancia un “nuovo Partito Pololare” con Sc e parte di Pdl

CHIANCIANO TERME – Pier Ferdinando Casini annuncia la nascita di una nuova formazione centrista, assieme a Scelta Civica e con chi vorrà esserci dal Pdl, inviando il suo messaggio a Pd, Pdl e a quanti duellano sul filo del destino politico di Silvio Berlusconi tenendo sulla graticola il governo di larghe intese.

“Con chi farà cadere Letta – dichiara il leader centrista durante il suo intervento, conclusivo, alla festa dell’Udc di Chianciano – non avremo nessuna alleanza politica o solidarietà”. Piuttosto, proprio dal sostegno del nuovo partito, che secondo Lorenzo Cesa potrebbe chiamarsi Partito popolare o Popolari per l’Europa, potrebbe giungere la salvezza dell’esecutivo Letta, in pericolo sulla decadenza del Cav. Casini, in definitiva, si candida a riempire il “vuoto” dietro Letta che l’uscita di scena di Berlusconi potrebbe determinare.

Scagliandosi contro il “bipolarismo sbracato” italiano, Pier Ferdinando si rivolge a Schifani, “grande amico e persona colta, che ieri denunciava questo bipolarismo che ha diviso l’Italia. Però vorrei dirgli: oggi dici che c’è un bipolarismo primitivo, fino a ieri facevi l’apoteosi per questo bipolarismo primitivo”. Come superare il “primitivo bipolarismo? “Bisogna organizzare un meccanismo di alternanza tra popolarismo e socialdemocrazia – la ricetta di Casini -, come per i grandi Paesi Europei e gli Usa a modo loro”.

Per dare fiato al popolarismo, Pier Ferdinando ha in mente uno scenario ben preciso. “Non c’è dubbio che questa situazione (l’alternanza tra popolarismo e socialdemocrazia, ndr) si può creare con il superamento reale di questi 20 anni” di contrapposizioni dall’estremo, avendo come stella polare “il Ppe, che non è una sigla, ma l’insieme di valori e politiche. Che noi dobbiamo organizzare in Italia”.

Ed ecco l’annuncio: il superamento passa per l’avvento di un nuovo Partito Popolare, da fondare assieme a Scelta Civica e ai settori “popolaristi” trasversali al Pdl, annuncia Casini, che guarda anche alla “realtà nelle regioni, dove ci sono tanti movimenti non allineati che devono essere parte di questo grande discorso”.

“Non c’è confusione sulla prospettiva – garantisce Casini -, abbiamo le idee chiare, grande la sfida e grande il destino. Non c’è tempo da perdere, mettiamo in marcia e in azione, l’Italia merita una politica migliore, voglio che la prossima legge elettorale consenta di scegliere chi votare”.

Sembra che la tela sia già tessuta, il lavoro tra Montecitorio e Palazzo Madama già molto ben avviato da alcune settimane, puntando a creare un nuovo gruppo autonomo ‘d’emergenza’ in tempi rapidi, se il governo dovesse trovarsi in difficoltà numerica per la decadenza di Berlusconi.

Perché Letta, sottolinea Casini, il nemico ce l’ha anche in casa. “Nel Pd vogliono così bene a Letta che vorrebbero che andasse subito a casa per tornare a fare i loro giochetti” le accuse del leader centrista, che mette in guardia i Dem anche dalla deriva personalistica che può prendere il partito: “Il dibattito nel Pd è tutto imperniato sul personalismo. Prendiamo Renzi ad esempio: è partito dall’esaltazione di Marchionne ed è finito con la sinistra no global di Vendola”.

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