Elser, il lupo solitario che voleva uccidere Hitler

Prosegue la rubrica “Scriveva Taliani” con un riferimento storico ad un attentato ad Hitler nel 1939.

Mi è capitato di leggere una notizia diramata dall’agenzia di stampa Stefani nel novembre 1939.
In questa comunicazione si dava risalto a un fallito attentato ad Adolf Hitler che in occasione dell’anniversario dell’8 novembre era a Monaco per pronunciare un discorso.
Poco dopo la sua partenza, con un certo anticipo sull’ora prevista, si verificava una violenta esplosione che causava sei morti e oltre sessanta feriti.
L’agenzia così terminava: «L’attentato, che per i suoi indizi fa riconoscere l’istigazione straniera, ha destato immediatamente a Monaco un’indignazione fanatica». Come mai di questo episodio, verificatosi a neanche due mesi dall’inizio della Seconda guerra mondiale e per un nulla non andò a segno, si sa così poco? Oltre all’altrettanto mancato, anche se di parecchio più noto e «tardivo», del colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, vi furono quindi altri che attentarono alla vita del Fuhrer e che meriterebbero di essere ricordati?

Mario Taliani

 

Inviato il 10/08/2008

Pubblicato il 15/09/2008

Capitale della cultura, i tempi stringono

Di seguito l’articolo pubblicato dalla Gazzetta di Parma in occasione della conferenza stampa per sostenere la causa di Parma capitale europea della cultura.

art.cultcap

Conferenza stampa con Pellacini

Sabato 3 agosto alle ore 11.00 presso la sala stampa del Comune di Parma, Matteo Agoletti insieme al consigliere comunale Giuseppe Pellacini incontreranno i giornalisti circa il tema della cultura a Parma e rilanceranno l’opportunità di candidare Parma a capitale europea della cultura.

I tempi sono ormai prossimi alla scadenza del bando e nei cassetti della pubblica amministrazione giace una delibera votata all’unanimità dal consiglio durante lo scorso mandato proprio su questo tema.

“SvuotaProvince” l’intervento di Fabio Fecci

L’abolizione delle Province rappresenta un obiettivo concreto, molte volte sbandierato da più parti in campagna elettorale, ma alla prova dei fatti sempre rimandato in commissione, senza di fatto darne attuazione.

L’abolizione delle Province, che abbiamo sempre condiviso, trova oggi finalmente attuazione col disegno di legge “Svuotaprovince”.

Riportiamo di seguito l’intervento pubblicato sulla Gazzetta di Parma di Fabio Fecci, a cui va il merito di averne intuito l’importanza  fin dal 2005 e con coerenza sostenuto la necessità negli anni.

Di seguito il link al sito di Fabio Fecci dove poter leggere l’interevento

http://www.fabiofecci.it/

povince

Popolarismo per i centristi?

In questi giorni estivi in cui l’opinione pubblica è interessata a capire la tenuta del governo in base a quale sarà la sentenza circa l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, molti attraverso i social network si interrogano per capire quale sarà l’evoluzione dei moderati centristi che alle ultime elezioni politiche hanno fatto riferimento all’Udc e a Scelta Civica.

Occorre subito chiarire che il progetto centrista ha perso nei numeri e trionfato nelle idee. Ha perso nei numeri in quanto l’elettorato non ha premiato il progetto centrista, designando di fatto come terzo polo quello di Grillo e non quello di Monti e Casini. Ha però vinto nelle idee, avendo il merito di intuire che in una tale situazione politica occorresse mettere assieme un governo di unità con i due principali schieramenti quali Pd e Pdl.

Ora occorre guardare avanti. Credo che i moderati di centro si debbano ritrovare all’interno di quel popolarismo europeo che li caratterizza per storia e tradizione. Sarebbe interessante ipotizzare Udc e Sc in un nuovo contesto del genere, ma la strada specialmente per i Montiani penso sia lunga in quanto rappresentanti di una società civile ampia che apparentemente non sembra connotarsi con un’area politica precisa. L’attendismo di qualcuno che magari spera in una spaccatura a sinistra è legittimo, ma la strada da seguire deve avere obiettivi ben precisi, condivisi con l’elettorato.

Probabilmente un po’ di rinnovamento nella classe dirigente e un po’ di Ppe in più potrebbero aiutare a segnare con chiarezza la strada da percorrere.

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