Il Presidente che non unisce

Doveva essere il Presidente dell’unità nazionale, il Presidente che unisse i diversi schieramenti politici in un quadro frammentato dove i tre principali partiti si dividono il consenso per un terzo ciascuno. Così è nata la candidatura di Franco Marini, promossa dal Pd e sostenuta dal Pdl. Ma Bersani non aveva fatto i conti con le divergenze interne ai democratici con Renzi da una parte (per primo aveva bocciato la candidature di Marini), Vendola e diversi franchi tiratori che hanno affossato l’ex presidente del Senato con un fuoco amico che ha nei fatti creato un serio danno politico e d’immagine al Pd. Ad uscire male da tutta la vicenda è stato il segretario Bersani che per ricompattare il partito e cercare la credibilità perduta ha, stamattina, proposto la candidatura di Romano Prodi.

Come è noto l’ex leader dell’Unione non è di certo gradito al centro destra. E non rappresenta nè l’elemento di novità, nè la volontà di unire gli animi di centro destra e centro sinistra in un momento difficile per il Paese.

Nella sostanza, il segretario del Pd antepone gli interessi partitici a quelli dell’Italia. Ma il risultato non è scontato. Il Movimento di Grillo continua a sostenere Rodotà e Scelta Civica ha lanciato il nome del ministro Cancellieri. Il Pdl pare orientato a sostenere proprio l’ex commissario di Parma. A questo punto Romano Prodi pare favorito, ma dalla quarta votazione senza il quorum potrebbe succedere di tutto.

Le costituzioni ideologiche: nascita, vita e declino

La rubrica “Scriveva Taliani” quest’oggi prende in considerazione il tema della costituzione.

Il presidente del Consiglio si è finalmente espresso in maniera chiara su quel che pensa della Costituzione. Asserendo come essa non sia, o non dovrebbe essere, un dogma ha comunque dato voce al pensiero di molti. Personalmente, e lo dico con il rispetto dovuto al documento fondante la nostra democrazia, ho sempre considerato il testo costituzionale fin troppo rigido, al punto di essere addirittura meno interpretabile della Bibbia. E di questa sua «rigidità» ne siamo tutti consapevoli considerato che tale caratteristica ci viene insegnata fin dai banchi di scuola. Ma è proprio questo che volevano i «padri costituenti»? Vista anche l’eccessiva flessibilità  delle carte e degli statuti precedenti?

Mario Taliani

Inviato il 15 ottobre 2010

Pubblicato a pagina 57 il 4 novembre 2010 – Corriere della Sera

Berlusconi, Renzi e il decadentismo del sindaco

In occasione della serata dedicata a Pietro Barilla, Parma ed il teatro Regio sono tornati agli onori della cronaca anche in virtù della cornice politica rappresentata dall’incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.

Infatti in un momento politico drammatico per il paese, dove ancora non esiste un governo ed il tempo passa inesorabile mietendo “vittime” quotidianamente, nelle aziende che ricorrono sempre più agli ammortizzatori sociali, l’incontro tra il leader del centro destra ed il “rottamatore” del Pd assume una valenza significativa. Proprio nella giornata di ieri Renzi è stato oggetto di accuse e pesanti critiche dagli esponenti del Pd, per aver espresso un parere che corrispendeva semplicemente alla realtà circa l’inadeguatezza di Franco Marini e Anna Finocchiaro a ricoprire il ruolo di Presidente della Repubblica.

E nella corsa all’intesa per il nuovo Presidente, l’incontro tra Berlusconi e Renzi al cospetto del mondo imprenditoriale italiano, in una città importante e ricca di tradizione come Parma, purtroppo oggi amministrata dall’inconsistenza e dall’incapacità degli esponenti grillini, può assumere un significato di speranza.

In questo contesto registriamo la “postata” su facebook di quello “statista” dell’attuale sindaco di Parma, che evidentemente frastornato dall’organizzazione e dal significato dell’evento, non ha saputo fare di meglio che polemizzare per i costi della scorta di Berlusconi.

Pensi pittosto il sindaco a “postare” qualche progetto sostenibile e concreto in grado di rilanciare la città di Parma rispetto al decadentismo nel quale i pentastellati l’hanno consegnata.  

Nel rendere il giusto omaggio a Pietro Barilla, in un teatro Regio gremito, con tante personalità illustri Parma è tornata per una sera al centrio della scena mediatica, politica, economica e di costume.

Sarebbe bello far tornare Parma a quei livelli di benessere e opportunità che abbiamo conosciuto negli anni scorsi.

Parma ricorda il signor Pietro

In occasione del centenario dalla nascita, la città di Parma ieri ha reso omaggio a Pietro Barilla. In un teatro Regio gremito ha avuto luogo la serata dedicata alla solidarietà in occasione della raccolta fondi per l’ospedale del Bambino intitolato proprio a Pietro Barilla.

Tanti gli ospiti illustri a cominciare da Silvio Berlusconi, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, Luca di Montezemolo, Renzo Arbore, Laura Pausini, Vittoria Belvedere, Gavino Sanna e tanti altri.

Anche il cast era degno di nota: Luca Zingaretti, Margherita Buy, Tosca.

Parma nel rendere il giusto omaggio ad un grande uomo della nostra storia è tornata per una sera al centro della scena mediatica nazionale, è tornata al centro degli interessi politici, economici e di costume come da tempo non eravamo più abituati.

We are all Americans

In ricordo delle vittime di Boston.

Today we ara all Americans.

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