Lo Tsunami a Parma è arrivato un anno fa

piazza garibaldi

La piazza piena, non succedeva dai tempi delle vittorie europee del Parma, dalla festa per il ritorno in serie A, dalla corsa coi muli del Palio di Parma, dalla partenza della CariParma Marathon. Ieri sera la piazza era piena di parmigiani per ascoltare un comizio, quello di Grillo. Cose da vecchia politica!?! Forse no.

Se la gente di Parma ha deciso di scendere in piazza per ascoltare un comizio politico non è stato per la nostalgia della Prima Repubblica e nemmeno credo per rendere omaggio al lavoro amministrativo del sindaco e della giunta, ma per cercare qualche elemento di novità e cambiamento in un panorama politico per nulla entusiasmante.

E’ giusto dire che l’intervento di Grillo si è dimostrato per quello che il personaggio rappresenta, un comico che disquisisce di politica. E per certi toni e alcuni contenuti credo possa essere risultato anche condivisibile.

Lo Tsunami grillino a Parma è arrivato ieri sera in piazza, ma soprattutto un anno fa in occasione delle amministrative.

Tuttavia il problema è un altro, presto si andrà al voto e i meccanismi di una legge elettorale che fa nominare i parlamentari nelle stanze di palazzo e presuppone accordi post elettorali per la governabilità del paese, pone molta disaffezione della gente verso la politica. Gli ultimi sondaggi ipotizzano un’astensione addirittura superiore al 30% dell’elettorato. 

Paradossalmente vi è stata più mobilitazione popolare per le primarie.

In occasione delle ultime elezioni amministrative i parmigiani hanno affidato la guida della città alla faccia pulita del Sindaco del movimento a cinque stelle forse perchè ormai più inclini a sopportare errori dovuti all’inesperienza nella gestione della cosa pubblica piuttosto che quelli causati dall’eccessiva confidenza con la materia.

Al prossimo appuntamento elettorale il mio auspicio è che nonostante il vento forte dell’antipolitica, gli italiani scelgano insieme esperienza e capacità della futura classe politica e la classe politica sappia innovarsi e interpretare con responsabilità il difficile momento del Paese.    

                                                                                                                       Matteo

Pier Ferdinando Casini a Parma

casini

Nella giornata di martedì 5 febbraio alle ore 10.30 l’on. Pier Ferdinando Casini sarà a Parma all’Hotel de La Ville presso il Barilla Center dove a seguito della conferenza stampa dal titolo “Udc e governo Monti per il futuro del Paese”, incontrerà amici e simpatizzanti.

Perchè non avevamo previsto le rivolte in Tunisia e in Egitto

Per la rubrica “Scriveva Taliani” si tratta oggi il tema delle rivolte nei paesi arabi.

Il «domino» insurrezionale che pare ormai imperversare in diversi Paesi del mondo arabo sembrerebbe destinato a cambiare gli equilibri dell’ area mediorientale. Scrivo sembrerebbe perchè, con non poca difficoltà, in molti si stanno affannando a interpretare gli eventi e a predire a cosa porteranno queste rivolte spontanee. E non è cosa facile. La difficoltà  è infatti dettata proprio dalla constatazione che tali rivolte sono accomunate dall’ apparente assenza di una chiara regia politica. Al punto che, considerata la loro origine principalmente dettata dalla contingente crisi economica piuttosto che dalla durezza dei regimi di governo, a mio avviso le fanno assomigliare più ad una sorta di «jacquerie nazionali» che a delle vere e proprie rivoluzioni nate dal basso. Come, appunto, le rivolte sociali dei contadini francesi del XIV secolo, che nascevano senza alcuna preparazione politica e colpivano il nemico più immediato. E che allora poteva essere identificato nell’ arroganza del signorotto locale e oggi nella corruzione del governo nazionale.

Mario Taliani

Pubblicato il 1 febbraio 2011

La risposta:
http://archiviostorico.corriere.it/2011/febbraio/01/PERCHE_NON_AVEVAMO_PREVISTO_RIVOLTE_co_9_110201068.shtml

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