Unioni fra omosessuali, il nostro paese dovrà decidere

 Oggi la rubrica “Scriveva Taliani” affronta la questione dei matrimoni gay. A seguito delle riflessioni proposte da Taliani troviamo la risposta di Sergio Romano.

Caro Romano,

rimango sempre un po’ perplesso quando sento parlare i politici di temi etici. Forse perchè ho qualche difficoltà a credere che norme scritte possano veramente risolvere le intime problematiche di affettività  o di sofferenza di ciascuno di noi, sta di fatto che non mi sono piaciute le recenti uscite del leader del PdL Angelino Alfano su temi quali la famiglia e l’eutanasia.

Soprattutto per la trasmessa impressione di volersi arrogare il merito dell’aversi fatto paladino pro e contro l’una e l’altra. Sarà stato pure, come alcuni commentatori politici hanno sottolineato, un messaggiorivolto all’UDC (partito in cui, per altro, milito da moderato quale sono convinto d’essere!) ma l’ho trovato inopportuno. In ultimo due personali considerazioni a riguardo di famiglia ed eutanasia. Sono da tempo convinto della necessità  di avere una più premiante disposizione mentale verso le affettività , per cui non ho nulla in contrario a che anche le coppie gay possano vedersi riconosciuti dei diritti. Ma la famiglia composta da uomo e donna è e rimane per me una sorta di naturale primus inter pares su cui non transigere. Per quanto riguarda l’eutanasia, poi, dovrebbe rimanere una decisione dei famigliari e non dello Stato il come comportarsi. Il caso Englaro è emblematico. Convinto come sono che se il coraggioso padre di Eluana avesse acconsentito affinchè fosse pubblicata una foto della figlia nelle condizioni in cui era ridotta, e non sorridente come l’abbiamo sempre vista, in molti avrebbero cambiato idea sulla decisione di non staccarle la spina!

Mario Taliani

Inviato il 01/03/2012
Pubblicato il 15/03/2012

La risposta:

http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/15/UNIONE_FRA_OMOSESSUALI_NOSTRO_PAESE_co_9_120315059.shtml

Caro Taliani, 

un breve riepilogo. Molti Paesi hanno già affrontato e risolto il problema delle unioni fra omosessuali. Alcuni, come la Francia, hanno creato un nuovo istituto e gli hanno dato un nome. Altri, come la Spagna, hanno più semplicemente permesso che la parola matrimonio definisse anche le unioni fra persone dello stesso sesso. L’ Italia ha cercato di percorrere la strada francese, ma il tentativo del governo Prodi è stato bloccato da una sorta di veto della Conferenza episcopale che non ha giovato nè all’ autorevolezza dello Stato nè a quella della Chiesa. La Gran Bretagna sembra decisa ad adottare la formula della Spagna, ma la coalizione fra conservatori e liberal-democratici presieduta da David Cameron ha deciso di promuovere anzitutto una grande riflessione nazionale sul tema e ne trarrà  a suo tempo le conclusioni che le sembreranno più conformi ai desideri e agli orientamenti della società  britannica. Quali che siano le posizioni elettorali del segretario del Pdl, anche l’ Italia prima o dopo dovrà  riprendere in mano il problema. Dovrebbe adottare la formula francese o quella spagnola? Secondo la maggior parte delle Chiese cristiane, anche se con diverse sfumature, il matrimonio deve assicurare la perpetuazione della specie e può essere celebrato, quindi, soltanto fra persone di sesso diverso. Non è del tutto esatto. Esistono matrimoni che le condizioni fisiche o l’ età  rendono necessariamente infecondi a cui la Chiesa non nega la solennità  del rito. Ed esistono fini diversi da quello della procreazione. Un giornalista inglese, Dominic Lawson, ha scritto recentemente ( The Independent del 6 marzo) che uno dei momenti più solenni e commoventi del matrimonio cristiano è quello in cui i coniugi s’ impegnano a vivere insieme e a prodigarsi l’ uno per l’ altro «in salute e malattia fino a quando morte non ci separi». Vista in questa prospettiva l’ unione fra omosessuali diventa un fattore di coesione e stabilità  sociali. Dal momento che non possiamo impedire a due uomini o a due donne di amarsi, abbiamo un evidente interesse a rendere la loro unione stabile e produttiva di effetti giuridici. Se la maggioranza degli italiani preferisce che la parola matrimonio si applichi soltanto agli eterosessuali, possiamo usare le parole patto o unione. Ma un rapporto stabile è molto più utile alla società  di un rapporto occasionale e sregolato. Il premier britannico ha detto: «Non sono favorevole al matrimonio gay a dispetto del fatto che sono conservatore. Sono favorevole perchè sono conservatore».

Romano Sergio

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