ParmaInfrastrutture in crisi: la politica non cada in soluzioni semplicistiche

“Troppi costi di gestione? Risparmiamo tagliando le manutenzioni”.

Risposta semplicistica quanto banale quella dei vertici di Parma Infrastrutture, ma che (allarmi!!!) risponde al vero. Ecco perchè sono state spente le fontane, ecco perchè il verde pubblico è diventato giallo, perchè non è stato innaffiato, così si è risparmiato anhe sui costi dello sfalcio. Non si è spenta l’illuminazione pubblica perchè vietato. Peccato… si sarebbe potuto risparmiare. Si è però spenta la città, da sempre attrattiva e conosciuta per la vivbilità e la qualità della vita, urbana e del territorio.

Fuor di polemica, siamo d’accordo che vi sia una difficile situazione economica, ma se la risposta alle difficoltà del momento dev’essere quella dei burocrati che in mancanza di fondi si taglia la qualità urbana e della vita, lasciatemi dire che la mia idea di amministrazione e di politica è ben diversa.

Sono sempre stato un sostenitore del contenimento della spesa pubblica, però credo vi siano degli equilibri da rispettare. E quando si vive in condizioni di crisi è giusto spendere meno ma è anche dovere della politica trovare nuove soluzioni e nuovi finanziamenti.

Su Parma Infrastrutture, alcuni mesi fa ero stato chiaro e insieme ai colleghi consiglieri dell’Udc avevo depositato la proposta in consiglio per fondere la società con Stt, determinando diminuzioni di costi e maggior opportunità per accesso al credito.

La nostra proposta

Mozione Stt PI

Pens sia una proposta valida e ancora molto attuale.

                                                                                                     Matteo

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